Cosa sono le comunità energetiche? Come funzionano? Chi può aderirvi?

Ultimamente, mi capita sempre più spesso di leggere articoli che parlano di Comunità Energetiche Rinnovabili, le famose CER.

Ho deciso di approfondire un po’ l’argomento, spiegando cosa sono le comunità energetiche e di proporre anche qui una panoramica su questi nuovi strumenti di produzione e autoconsumo di energia rinnovabile, ancora poco conosciuti, ma sempre più al centro di incentivi e agevolazioni.
L’obiettivo non è entrare nei dettagli tecnici, ma offrire una base utile a chi vuole capire di cosa si tratta e perché può valere la pena interessarsene.

Pronti alla lettura? 🙂


Cosa sono le comunità energetiche e come funzionano?


Cosa sono le comunità energetiche? Sono gruppi di soggetti che si trovano sotto la stessa cabina elettrica primaria e che si aggregano per produrre e condividere energia rinnovabile. Non solo elettrica, ma anche termica.

I soggetti devono essere almeno due e collocati in edifici diversi. (Se sono nello stesso edificio, per esempio in un condominio, si parla di gruppi di autoconsumo collettivo. Ne parlo più avanti.)

Per capire meglio cosa sono le comunità energetiche, va detto che si costituiscono come soggetti giuridici, generalmente un’associazione o una cooperativa, purché non a scopo di lucro

La finalità – come definita anche dall’Agenzia delle Entrate – è quella di fornire benefici ambientali, economici e sociali ai propri membri e alle aree locali in cui opera.
La partecipazione è “aperta”: non sono ammessi costi di ingresso elevati o limitazioni all’adesione.


Chi può far parte di una Comunità Energetica?

Possono far parte della CER persone fisiche, piccole e medie imprese, enti locali e amministrazioni comunali.
Le imprese private possono partecipare, a condizione che la produzione e vendita di energia non sia il loro scopo principale.

C’è un vincolo tecnico importante: tutti i partecipanti devono essere collegati in bassa tensione alla stessa cabina primaria BT/MT.

Cosa sono le comunità energetiche dal punto di vista operativo?

Sono configurazioni in cui gli impianti di produzione – spesso fotovoltaici – devono avere una potenza complessiva singola non superiore a 1 MW.
Se sono stati installati prima del 2021, possono entrare nella CER, a patto che rappresentino al massimo il 30% della potenza complessiva.

La gestione della comunità si basa su un contratto tra i membri, che stabilisce gli aspetti organizzativi e tecnici.
A seconda dei casi, può essere previsto anche un soggetto terzo che svolge la funzione di gestore della comunità.


Per chi producono energia (e calore) le Comunità Energetiche?

Cosa sono le comunità energetiche e cosa fanno? Producono energia per tre finalità principali:

  • Autoconsumo locale
    L’energia viene utilizzata direttamente da chi la produce. Non dà diritto a incentivi, ma consente un risparmio immediato sulla bolletta.
  • Energia immessa in rete
    La parte non utilizzata può essere venduta sul mercato elettrico o ceduta tramite contratto di ritiro dedicato.
  • Energia condivisa
    È quella prodotta e consumata contemporaneamente dai membri della comunità. È la quota incentivata, perché valorizza il concetto di scambio energetico locale.

Quando l’energia prodotta non basta, si acquista dalla rete.

Non c’è un limite al numero di impianti coinvolti, ma solo quelli entro una certa soglia possono accedere agli incentivi.


Prosumer e Consumer

Se ci si chiede cosa sono le comunità energetiche, bisogna guardare anche a chi può farne parte.
Chi fa parte di una CER può essere:

  • Produttore. Realizza un impianto e immette l’energia prodotta nella rete condivisa, senza utilizzarla direttamente.
  • Prosumer (produce e consuma energia con il proprio impianto)
  • Consumer (consuma solo, senza produrre)

I consumer (di cui possono far parte anche i clienti vulnerabili) usufruiscono di una tariffa incentivante sull’energia condivisa, perché non attingono alla rete nazionale e quindi risparmiano anche sugli oneri di distribuzione.


I prosumer, oltre a questi vantaggi, ottengono un corrispettivo per l’energia immessa in rete (ritiro dedicato) e il rimborso di alcuni costi di trasporto.

Gli incentivi sono erogati alla comunità in quanto soggetto giuridico, e poi redistribuiti secondo le modalità previste nello statuto e nei regolamenti interni.
Il sistema dura vent’anni ed è particolarmente interessante per chi cerca soluzioni di lungo periodo.


Differenze tra una Comunità Energetica e un gruppo di autoconsumo collettivo.

Oltre alle CER, esistono anche i gruppi di autoconsumo collettivo.
In questo caso, le persone o aziende si trovano nello stesso edificio e condividono energia prodotta localmente, senza creare un nuovo soggetto giuridico.

È il caso tipico dei condomìni o dei centri commerciali, dove l’impianto può essere installato centralmente e gestito anche da terzi.
Le famiglie coinvolte possono così coprire una parte dei propri consumi e accedere a incentivi ventennali sull’energia condivisa.

In parallelo, gli impianti possono beneficiare di detrazioni fiscali già esistenti (come il 50% sulle ristrutturazioni o il Superbonus, se ancora applicabile).
Una buona soluzione per chi vuole investire sull’efficienza dell’edificio in cui vive, senza necessariamente creare una comunità esterna.


I vantaggi delle comunità energetiche per l’ambiente e la società

Tra le risposte alla domanda cosa sono le comunità energetiche, c’è anche il tema dei benefici.
Quelli delle CER non sono solo economici.
Dal punto di vista ambientale, la produzione di energia da fonti rinnovabili contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO₂ e alla lotta contro il cambiamento climatico.

Ma c’è di più: la condivisione dell’energia tra membri della comunità favorisce l’autonomia locale, riduce la dipendenza dalla rete e può avere un impatto sociale molto positivo.
Si crea collaborazione, si generano nuove opportunità occupazionali e si rafforza il senso di appartenenza a un progetto condiviso.


Normativa e futuro delle comunità energetiche in Italia

Cosa sono le comunità energetiche per il legislatore italiano?
Sono soggetti giuridici riconosciuti e sostenuti dal GSE, che gestisce incentivi, modulistica e configurazioni.
I contributi sono previsti per vent’anni, suddivisi tra produttori e consumatori di energia condivisa.

Lo Stato ha affidato proprio al GSE la gestione operativa del sistema:

  • un incentivo sulla quota di energia immessa in rete da parte dei prosumer,
  • e uno sull’energia condivisa e consumata localmente dai membri della CER.

Le Regioni stanno affiancando la misura nazionale con bandi territoriali e fondi specifici.
La semplificazione delle procedure è già in corso, e il tema è destinato a restare tra le priorità anche nei prossimi anni.


Di certo, costituire da zero una comunità energetica non è proprio una cosa semplice alla portata di tutti.

Anche se potenzialmente i privati che vivono in un quartiere in cui ci siano più edifici che producono energia rinnovabile, possono creare una CER, non è certo un iter facile.

Per questo, diverse associazioni, fondazioni, Camere di Commercio e società private offrono servizi per facilitare l’aggregazione di cittadini, imprese e amministrazioni locali che vogliano costituire una CER.

Si pongono come soggetti promotori e forniscono supporto tecnico e normativo, consulenza, formazione e sensibilizzazione.

Le CER saranno sicuramente uno degli ambiti di intervento per le politiche green da mettere in atto con i fondi del PNRR.

E infatti, con gli obiettivi di decarbonizzazione e autonomia energetica entro il 2030, l’Italia si è vista approvare da Bruxelles il Decreto CER, che regolamenta le Comunità energetiche e stabilisce gli incentivi.

Le misure principali del decreto sono due. Un incentivo in tariffa e un contributo a fondo perduto per l’installazione di impianti nei comuni sotto i 5mila abitanti.


Se ti interessa l’argomento e vorresti partecipare a una comunità energetica, puoi cercare se nella tua zona ne esistono già di attive.

Ho trovato in rete diverse CER che propongono di aderire alle proprie comunità energetiche, dislocate su tutto il territorio, sia che tu sia un produttore, sia che voglia solo consumare.


Come sempre, spero che questo articolo ti sia stato utile. Se è così, mi fai cosa gradita se lo diffondi alla tua cerchia di amici e conoscenti!

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